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La nostra cantina

francone in cantinaPer descrivere la mia cantina inizierei da quello che sicuramente non troverete , tutti quei vini che seguono le mode , vini fatti per piacere subito , consumati al volo e dimenticati ancora prima.

Vini senza un'anima che possono essere fatti nello stesso modo in ogni parte del mondo , piacevoli , potabili ma che ti lasciano lą ad aspettare emozioni che non arriveranno mai.

Non é romanticismo da frasi fatte , provate ad assaggiare con calma cercando di immaginare chi ha fatto quel vino , dopo qualche volta si aprirą davanti a voi un mondo nuovo.Due parole in pił perņ vorrei spenderle per la viticoltura Ligure visto che c'é ancora qualcuno che si stupisce che in Liguria si faccia vino . Come biasimarli ? Noi siamo i primi a non saperci promuovere , assenti o presenti marginalmente alle manifestazioni Nazionali , avete visto lo stand al recente Vinitaly? eravamo nell'ultimo padiglione e girati alla rovescia quasi a vergognarsi a essere lą , sembrava la casetta dei sette nani .I nostri vini sono praticamente assenti da tutte le carte nazionali a mio parere non per la qualitą ma per la disinformazione ed i prezzi andati alle stelle nell'etą dell'oro e lą rimasti mentre i consumatori sono scesi coi piedi per terra. Finito l'angolo del " mugugno " passerei ad esaminare i nostri vini partendo dal Ponente dove la domanda " turistica " ha sempre spinto la produzione spesse volte a discapito della qualitą , arrivando a fare Pigati e Vermentini completamente snaturati e a settembre buoni per condire l'insalata. Ora il mondo é cambiato per fortuna e i giovani si stanno accorgendo che la vera innovazione é il ritorno al passato correggendo gli errori che si facevano per mancanza di tecnica. Tra i rossi vi é il monopolio del Rossese di Dolceacqua vitigno misconosciuto che se trattato con le giuste maniere puņ stare alla pari ai pinot neri d' oltralpe. Vi é anche il Rossese del Ponente o di Campochiesa ma é tutto un altro discorso .Il Golfo del Tigullio é sempre stato un grande produttore di uve per il mercato genovese ma i vini lasciavano spesso a desiderare e non erano quasi mai inbottigliati . Con l'avvento della DOC e anche di produttori lungimiranti questo é cambiato , si stanno facendo , ormai pił che esperimenti con i vini rossi , Granache , Dolcetto ,Sangiovese e i risultati sono notevoli , a mio parere mentre per i bianchi si é raggiunta una pulizia fino a pochi decenni fą impensabile , ma il nostro "Nome" quello di pasticcioni e di acetifici ed é molto dura scrollarcelo dalle spalle .All'estremo Levante abbiamo le cinqueterre attualmente crogiuolo di nuove esperienze per valorizzare una viticoltura quasi estinta e i Colli di Luni , patria a mio modesto parere dei migliori Vermentini liguri e alcuni rossi di buon livello, ma la Toscana é vicina e la Liguria si stą sempre di pił allontanando , parlando di rossi.

Ma ora sono stato fin troppo serio il vino č anche allegria , voglia di stare insieme di comunicare di ridere , cerchiamo di non cadere nel tranello di sentirci novelli Vate , depositari della veritą assoluta , oracoli di sensazioni galattiche , padroni di una lingua sconosciuta ai comuni mortali , scendiamo sulla terra e parliamo del vino per quello che é un'occasione per conoscere una terra e chi ci abita .

Questa carta non é stata fatta in due minuti a tavolino col telefono in mano , ma frutto di anni di ricerca , di assaggi di degustazioni , di sacrifici spesso non riconosciuti da chi come Catia insinua che la lascio sempre sola a lavorare mentre vado in giro a fare baldorie.

Lavoro , duro lavoro altro che baldorie!!!

E se proprio la mia bottiglia non la finisci...